In prova obiettivi Samyang

Pubblicato: Martedì, 04 Dicembre 2012 Scritto da administrator

Di Massimiliano Angeloni

Nell'articolo di giugno (Fotografia Reflex n.6 2012) abbiamo provato due teleobiettivi della Samyang che si sono contraddistinti per un bassissimo costo d'acquisto unito ad una resa globale davvero molto buona. La scelta
progettuale del 500mm f/8 e del 650-1300 f/8-16 è un po' datata e si richiama ai "tubi da stufa", ovvero obiettivi con uno schema ottico elementare, la messa a fuoco manuale e una luminosità molto bassa.

Ma certo è che, la sorprendente resa sul campo, ci ha spinto, ancora una volta, a mettere alla prova altri modelli della casa coreana.
Obiettivi non più dal sapore vintage ma veri e propri punti fermi della fotografia sia per la focale coperta sia per l'alta luminosità.

I Samyang 35mm f/1.4 AS UMC e 85mm f/1.4 IF MC Aspherical, infatti, si propongono come vera e propria alternativa agli obiettivi equivalenti proposti da marche più blasonate.
Alternative estremamente più economiche e con qualche compromesso costruttivo in più, ma otticamente, almeno sulla carta, non inferiori ai più costosi "omologhi".
Certo non è facile confrontarsi con quello che offre il mercato a queste focali. Focali che rappresentano veri e propri punti di riferimento della fotografia.

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Fotoritocco: Trucco digitale

Pubblicato: Lunedì, 06 Agosto 2012 Scritto da Max Angeloni

Su Fotografia Reflex di Agosto

Gioco di gambe

Pubblicato: Lunedì, 30 Gennaio 2012 Scritto da Max Angeloni

di Massimiliano Angeloni

Proviamo a lasciare a casa gli zoom per scoprire quanto ci offrono gli obiettivi a focale fissa in molte situazioni fotografiche.
Muovendo i piedi, invece della ghiera dello zoom

L’era digitale non ha portato con sé solo un sensore di silicio al posto della pellicola ma anche una proliferazione di ottiche zoom che in molti casi hanno fatto diventare gli obiettivi fissi, non solo i grandi assenti nella borsa del nostro corredo, ma dei veri e propri sconosciuti per moltissimi fotografi.
In realtà la spiegazione di tutto ciò è abbastanza semplice a va ricercata in due precise motivazioni...

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Sigma DP2X: Qualità in piccolo

Pubblicato: Domenica, 13 Novembre 2011 Scritto da Max Angeloni

di Max Angeloni

Fin dal lontano 2002, anno in cui la SD9 fu la prima digireflex ad utilizzare il sensore Foveon a tre strati, nessun'altra casa produttrice, salvo un primo esperimento di Polaroid, ha scelto questa soluzione ed è un vero peccato.
Peccato perché se le cose fossero andate diversamente, macchine fotografiche come la DP2x,non sarebbero dei prodotti di "nicchia" ma veri e propri oggetti di uso quotidiano per milioni di fotografi.
E allora vediamo come questa macchina fotografica di nicchia va sul campo tra premesse da mantenere, nuove soluzione da sperimentare, certezze da consolidare e vecchi vizi da risolvere.

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Guida al ritratto

Pubblicato: Giovedì, 25 Agosto 2011 Scritto da administrator

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fotografia Reflex di Settembre

Ripresa facile: Guida al ritratto

Diffusa quanto quella di paesaggio, la foto di ritratto richiede semplici regole che vanno rispettate. Ecco una guida su come evitare gli errori più comuni e usare al meglio la luce.

di Michele Buonanni.
In Copertina Ilenia D'Alesio fotografata da Max Angeloni

Fotoritocco: effetto plastico

Pubblicato: Domenica, 31 Luglio 2011 Scritto da administrator

Fotografia Reflex di Agosto

Fotoritocco: Effetto plastico

In pochi e semplici passi impariamo a realizzare uno dei più efficaci inganni ottici ideati dalla nascita del digitale

Copertina e articolo di Massimiliano Angeloni

 


Camera Chiara

Pubblicato: Giovedì, 03 Febbraio 2011 Scritto da administrator

di Massimiliano Angeloni

 

Il formato Raw è considerato da molti complicato, laborioso e “pesante”. Ma così rinunciano a un mezzo che permette di ottenere immagini senza paragone

In un precedente articolo (Fotografia Reflex, dicembre 2010) abbiamo visto come, con un po’ di pratica e qualche aggiustamento dei parametri principali è possibile ottenere buoni risultati direttamente dai file Jpeg realizzati con la nostra macchina fotografica.  Se da una parte, tale opzione permette a tutti i fotografi di non dividere più il tempo del proprio fotografare tra lo stare dietro un mirino e davanti un monitor, dall’altra, il rinunciare a priori di scattare in Raw, preclude molte possibilità offerte dalla fotografia digitale.  Ma cos’è il formato Raw? È un termine anglosassone che significa “grezzo”. In effetti con questo formato vengono immagazzinati i dati acquisiti al momento dello scatto senza applicare in maniera irreversibile tutte le regolazioni che invece rendono il Jpeg un formato “chiuso”.  In sintesi, e semplificando molto, uno scatto Raw è la semplice conversione da analogico in digitale dell’immagine. Ogni marca applica il suo formato proprietario di Raw per le proprie macchine fotografiche e a volte formati differenti per macchine di fascia differenti (per esempio Nikon utilizza il NEF per le reflex e NRW per le compatte bridge di fascia alta come la P7000, mentre Canon utilizza unicamente il CR2). Questo perché in realtà il Raw contiene molte più informazioni di quelle che riguardano la sola digitalizzazione dell’immagine e, al contrario del DNG (il digital negative, ossia il tentativo di Adobe di creare un formato Raw universale), necessita, per essere aperto e sviluppato, di un software in grado di leggere correttamente i dati contenuti in esso. Ma il discorso è molto ampio e ci riserviamo di affrontarlo in un prossimo futuro. Per ora ci interessa anzitutto sapere che il Raw, al cospetto di un peso in MB estremamente consistente e l’obbligo di passare via computer per “sviluppare” le nostre fotografie, offre delle possibilità di correzione e lavorazione del tutto impensabile con il Jpeg. 
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Bambini che non hanno paura dell'uomo nero

Pubblicato: Venerdì, 17 Dicembre 2010 Scritto da administrator

Francesca Romana Filone nasce a Frosinone il 25 settembre 1976.
Da molti anni impegnata nel sociale si dedica in particolar modo all’affascinante universo infantile. Nel 2008 si trasferisce a Capo Verde, nell’isola di Boa Vista dove si avvicina ai 58 bambini che abitano Farinaçao, piccolo borgo degradato di Sal Rei. Da qui l’idea di scrivere il progetto “Futuro a Colori” da cui, nel giugno 2010, nascerà l’Associazione ONLUS “Sorrisi a Colori”, di cui è fondatrice e volontaria attiva.

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