Le regolazioni base

Pubblicato: Mercoledì, 08 Dicembre 2010 Scritto da Max Angeloni

di Massimiliano Angeloni

Che scattiamo in Jpeg o in Raw, per ottenere ottime fotografie non serve impazzire con i settaggi della nostra reflex…

I misurati gesti con i quali una pellicola viene caricata nella macchina fotografica non è solo l’operazione che ci permette di iniziare a fotografare ma un precisa scelta che influenzerà il risultato di tutti fotogrammi che andremo a impressionare. Infatti la pellicola non è solo una semplice superficie “sensibile” ma un vero e proprio interprete della luce che andremo a scrivere. Invertibile o negativa, a colori o in bianconero a bassa o ad alta sensibilità ogni emulsione ha una sua resa, una sua incisione, una sua interpretazione dei colori e dei toni. Con il digitale non è più così, la pellicola è rilegata ad un prodotto di nicchia, e per le mani ci ritroviamo macchine fotografiche che ci offrono modi e mezzi in cui solo le nostre capacità rappresentano il limite dei risultati che possiamo ottenere.Già, ma le infinite possibilità per molti utenti suonano un po’ come il doversi arrangiare da soli, così come le centinaia di pagine dei libretti di istruzioni, riempite di spiegazioni e istruzioni superficiali di difficile interpretazione, scoraggiano i più a saltare a pie’ pari tale lettura e limitarsi a fotografare con le funzioni base o preimpostate della propria macchina. Ed ecco che, a fronte di risultati deludenti in molti utenti può insorgere una sorta di sconforto; di ansia da… prestazione fotografica...continua sul numero di dicembre di FOTOGRAFIA REFLEX

Canon EOS-1D Mark IV

Pubblicato: Martedì, 28 Settembre 2010 Scritto da Max Angeloni

di Massimiliano Angeloni

Reportage a San Pietroburgo fra sport, velocità, arte, architettura e persone

La fotografia digitale è un mondo in continua evoluzione. E come tutte le realtà soggette a rapidi mutamenti, anche le reflex più prestigiose non possono sottrarsi alle nuove necessità che richiedono i propri utenti. Un tempo la distinzione tra macchine destinate alla fotografia sportiva e quelle il cui campo d’utilizzo principale era la moda e il fashion, era molto marcata. Oggi, in relazione alla sempre maggiore ecletticità dei fotografi, anche gli strumenti di lavoro devono essere in grado di offrire soluzioni a tutto campo. Proprio con questa ambizione, la Canon ha ideato, progettato e immesso sul mercato la EOS-1D Mark IV.Per scoprire se la nuova professionale di Canon è realmente in grado di mantenere tutte le promesse siamo andati a San Pietroburgo per seguire una gara del mondiale In-shore F1 powerboat. Il campionato F1 H2O è la massima espressione motoristica della nautica. Mezzi leggeri e potenti in grado di toccare e superare i 220 km orari...
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Jumbo MultiBigShoot

Pubblicato: Domenica, 12 Settembre 2010 Scritto da administrator

di Massimiliano Angeloni

Un’originale staffa che sfrutta l’esteso cerchio di copertura degli obiettivi PC-E Nikkor per raddoppiare la risoluzione del sensore

È sempre così, le idee migliori sono sempre le più semplici. E il Jumbo MultiBigShoot è nato da un’idea geniale tutta italiana. Ma cos’è il Jumbo MBS, come funziona e chi può utilizzarlo in modo proficuo. Andiamo con ordine. Si tratta di un accessorio che sfrutta il maggior cerchio di copertura di cui sono dotati gli obiettivi PC-E Nikkor, ossia quelle ottiche dette Perspective Control, che sono solitamente usate per effettuare movimenti di decentramento e di basculaggio e quindi di controllare la resa prospettica del soggetto e l’estensione del piano di nitidezza. Lo scopo del Jumbo MBS è invece quello di effettuare tre scatti sfruttando il decentramento degli obiettivi PC-E Nikkor, in modo da ottenere immagini di risoluzione doppia rispetto a quella del sensore della reflex. Quindi, se usiamo un obiettivo decentrabile per il suo scopo principale, che è quello di controllare la prospettiva del soggetto, è la fotocamera ad essere fissata al treppiedi, con il Jumbo MBS si fissa al treppiedi l’accessorio stesso, con la reflex che si sposta dal lato in cui si effettua il decentramento...
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Ogni luce è buona

Pubblicato: Giovedì, 10 Giugno 2010 Scritto da Max Angeloni

Silvia Seradi Massimiliano Angeloni

Scattiamo i nostri ritratti con la luce disponibile (seconda parte). Accorgimenti tecnici ed esempi per dei ritratti perfetti
Nel numero di aprile di Fotografia Reflex abbiamo iniziato ad affrontare il “caso ritratto”. Tra gli argomenti che abbiamo approfondito un punto è rimasto in sospeso. Infatti, oltre al ritratto “rubato” e a quello “posato”, esiste un terzo tipo di situazione fotografica.
A questo proposito ci viene in mente un quadro di una grande pittore “Ragazza con turbante” (conosciuto anche come “Ragazza con orecchino di perla” ) di Jan Vermeer.
Questo opera fu presa come spunto, durante una chiacchierata sul ritratto, dall’amico Maurizio Nicosia, docente universitario di Storia dell’Arte oltre che fotografo di indubbia qualità. L’aspetto particolare di questo opera è proprio l’espressione sorpresa della ragazza...continua sul numero in edicola di FOTOGRAFIA REFLEX

Il Ritratto

Pubblicato: Giovedì, 25 Marzo 2010 Scritto da Max Angeloni

Foto e Testi di Massimiliano Angeloni

Il ritratto
Cos'è un ritratto? Domanda facile vero?
E allora provate a dare una risposta.
ehmm... forse non è così facile descrivere a parole cosa sia un ritratto.
Si può provare a liquidare il quesito dicendo che il ritratto è un riproduzione che raffiguri una persona dalla testa alle spalle.
In effetti è una risposta perfetta... per una fototessera.
Diamo un aiutino. Chiudete gli occhi e immaginate due opere famose: La Monnalisa di Leonardo Da Vinci e Marilyn di Andy Warhol. È indiscutibile che siano due ritratti. Ma cosa hanno in comune? Apparentemente nulla. Anzi, è difficile immaginare due interpretazioni così distanti tra loro di una persona. Eppure proprio la parola "interpretazione" può fornire la chiave di lettura per rispondere al nostro quesito.

continua sul numero di Aprile 2010 di Fotografia REFLEX

Professionista fotografo: Il fotoromanzo

Pubblicato: Lunedì, 01 Febbraio 2010 Scritto da Max Angeloni

Foto e Testi di Massimiliano Angeloni

Un genere che attraversa 60 anni di fotografia e che ha raccontato il costume italiano dal dopoguerra ad oggi. Ecco come funziona il gioco

Si è detto di tutto. Che sia una lettura “da serve” e che è stato un fenomeno culturale più importante del neorealismo. Che sia stato una trasgressione dei valori perbenisti, ma anche fondamentale per l’alfabetizzazione dell’Italia della ricostruzione. Che sia una lettura popolare e di intrattenimento e che sia stata l’unica capace di anticipare e descrivere i rapidi mutamenti della società. Insomma... si è detto tutto e il contrario di tutto in questi sessant’anni trascorsi da quando è apparso per la prima volta, ma una cosa è certa: il fotoromanzo è stato, è, e resterà una realtà che ha contribuito, in modo significativo, a modificare, rispecchiare e narrare una fetta del costume italiano.
Personalmente non ci viene in mente un altro fenomeno culturale continuativo in cui la fotografia abbia assunto un valore così determinante nel succedersi delle generazioni. Non sarà fotografia intesa come massima espressione visiva e artistica, non sarà fotografia intesa come romantica o cruda descrizione di fatti e avvenimenti, ma non c’è altra applicazione in cui la fotografica abbia avuto una continuità e una capacità narrativa così predominante da imporsi pagina dopo pagina, generazione dopo generazione, cambiamento dopo cambiamento...
continua sul numero di febbraio 2010 di FOTOGRAFIA REFLEX

Lezioni lampo 2: esterni

Pubblicato: Lunedì, 14 Dicembre 2009 Scritto da Max Angeloni

Testi e Foto di Max Angeloni

Nelle situazioni di fotografia in interni abbiamo visto che i “normali flash” possono riuscire a “piegare”,  a nostro piacere, la luce del soggetto e del contensto in cui è ambientato il nostro scatto.
In esterni la situazione cambia radicalmente poiché  è il sole la fonte luminosa con cui dobbiamo confrontarci.
Non a caso le prime ore del mattino e quelle a cavallo dell tramonto sono considerate le migliori.
Migliori non solo per il tipo e qualità di luce ma anche, e soprattutto, per la minor intensità che ci può consentire di illuminare  in maniera differente soggetto e sfondo.

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Lezioni lampo

Pubblicato: Sabato, 31 Ottobre 2009 Scritto da Max Angeloni

È disponibile sul sito di Fotografia Reflex il Pdf del primo articolo sull'utilizzo creativo dei flash

Testi e Foto di Max Angeloni

Impariamo ad usare bene il flash separato. Schemi ed esempi per usare la luce in modo creativo

Spesso lo si compra per abitudine, tanto per completare il corredo. In realtà il flash è un accessorio importante quanto uno degli obiettivi di base. Con lo stesso ragionamento, in molti, dopo averlo comprato, lo lasciano a casa in attesa del momento in cui potrà tornare utile (festa, cerimonia e comunque foto al buio) senza sapere che può essere utilizzato in mille altri modi anche di giorno. Il problema principale è che non si conoscono pienamente le possibilità che il flash ci offre nella “scrittura della luce”. In fondo, se ci pensiamo bene, basterebbe aumentare di uno stop gli Iso per “raddoppiare” il numero guida del flash incorporato. Questa “equazione”, il più delle volte, fa apparire superfluo l’acquisto di tale accessorio.

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