Un matrimonio differente

Categoria: Esperienze Pubblicato: Domenica, 30 Agosto 2009

Testi e foto di Max Angeloni

Il matrimonio...

e si... il matrimonio... il giorno "unico"... "irripetibile"... il più importante della vita... o quasi.

Per lungo tempo nei desideri e nell'immaginario collettivo i due momenti "pagani" più importanti erano il taglio della torta e il servizio fotografico.

I tempi però sono cambiati e così la torta a dodici piani pian piano si è "ridotta" ad un "seminterrato" e il servizio fotografico è mutato da artistico gesto di testimone visivo di quel giorno a un umile costola del tanto in voga "filmino".

Si sta esagerando?

Si... no... forse.

 

Ma tant'è che sempre più spesso non si da più un grande peso a questo aspetto durante i preparativi del matrimonio... salvo poi pentirsene a posteriori.

In più... con la diffusione della fotografia "per tutti", grazie al digitale,  molti amici dei cugini degli zii dei nipoti dei vicini di palazzo si propongono a cuor leggero, per di più gratuitamente o quasi, come fotografi ufficiali dell'evento.

I futuri sposi spesso e volentieri cedono alla tentazione del sicuro risparmio e, in buona fede, si affidano al "conoscente" inconsapevoli di quale siano le problematiche che comporta tale situazione fotografica.

Il problema è fondamentalmente che i novelli "c'ho la reflex e sono fotografo" non hanno idea di quali siano queste difficoltà relative alla gestione dell'evento in esame!

Difficoltà che richiedono molta esperienza sul campo per essere prima riconosciute e poi affrontate e risolte, a seconda del caso...

Un'altra tendenza, legata alla sempre più ampia diffusione degli apparecchi fotografici, è quella di affidare alla "massa" il compito di immortalare l'evento. Ormai quasi tutti hanno, immancabilmente, in "dotazione" almeno una compatta. Una foto lo zio... una foto il cugino... un'altra il figlio di Peppe... un'altra il cognato del fratello del nipote e via via moltiplicato per il numero di invitati si "recupera" il servizio fotografico.
Da semplice invitato mi sono trovato "in mezzo" ad entrambe le situazioni... e tutte e due le volte mi sono trovato di fronte alla delusione dei novelli sposi. Dal punto di vista "professionale" non nascondo di aver goduto di gusto (pur evitando di spargere sale sulle ferite con il "ve lo avevo detto")... sotto l'aspetto umano invece ha prevalso lo sconforto dei "ragazzi" che mi ha spinto a tirar fuori le mie foto, immancabilmente lasciate nel cassetto, per vedere se qualcosa di decente si potesse tirar fuori.


E quel poco di "decente" si è trasformato, in tutte e due i casi... nell'album fotografico del matrimonio.


Ora... se le mie foto erano rimasto nel cassetto un motivo c'era. Ho sempre reputato il "matrimonio" come uno dei generi fotografici più difficili in assoluto. Non so quante volte mi sono soffermato sui siti dei migliori "cerimonialisti" per ammirare, capire, prendere spunto. E ho perso il conto anche di tutte le occasioni in cui ho avuto la fortuna di seguire ottimi fotografi per assistere, da semplice spettatore, al loro modo di lavorare, muoversi, fotografare, illuminare.

Ed e per questo che non mi vergogno ad ammettere che il "matrimonio" è stato l'ultimo genere fotografico in cui mi sono cimentato proprio per la "paura" di non sentirmi, per lungo tempo, ancora sufficientemente preparato.

Un'altro aspetto che mi aveva sempre "intimorito" era quello di non riuscire a dare un "impronta" personale al servizio fotografico... fare belle foto non rappresenta e non ha mai rappresentato un problema.
Ma se si vuole offrire un prodotto differente, in un settore in cui il numero di bravissimi fotografi è molto ampio, personalizzare con una propria impronta fotografica l'intero servizio è fondamentale... almeno per me.

Ora... avendo la fortuna di non "campare" con i matrimoni...o almeno non solo con questi... ho la possibilità di scegliere quali lavori posso decidere di accettare poiché si addicono al mio fotografare. In questo modo sono sicuro di offrire un prodotto di livello a chi, magari con sacrifici economici, decide di affidare il servizio fotografico ad un professionista.

Personalmente ritengo che il matrimonio sia diviso in due tipologie di fotografie differenti.
Quelle inserite in un contesto ben preciso e quelle in cui gli sposi sono l'unico elemento dello scatto.

Per quelle inserite in un contesto c'è meno margine di personalizzazione. L'entrata e uscita dalla chiesa, i momenti cardine del rito religioso, l'aspetto conviviale del dopo cerimonia sono foto "obbligate" in cui l'aspetto più importante è quello di "documentare" l'evento. Sicuramente esperienza e abilità personali possono consentire di ottenere risultati migliori ma, ripeto, i margini per imporre "quell'impronta" sono realmente esigui.

Le foto che invece hanno come unico elemento gli sposi sono proprio quelle in cui si può cercare di dare tutto il massimo che le proprie capacità consente.
Per questo motivo ho cercato di "dilatare" i momenti in cui tale "situazione" fotografica sia possibile.

La prova finale dell'abito, ad esempio, se da un lato rappresenta un dilatarsi dei tempi di "lavoro" dall'altra rappresenta una possibilità unica per fotografare in maniera "serena" la sposa.
È bene ricordarsi che difficilmente ci troviamo di  fronte a persone che in precedenza hanno mai avuto occasione di posare per un servizio fotografico. Rompere il ghiaccio in una situazione "informale" è, sotto l'aspetto psicologico, molto importante. Ed è gratificante scoprire di quanto siano apprezzate le foto in cui una ragazza "normale" si sia trasformata in "modella" anche per poche ore.
Un altro momento che ho cercato di "rubare" al canonico sviluppo della giornata è quello immediatamente successivo al termine della cerimonia. Dopo le firme e prima del bagno di riso è possibile far rimanere all'interno della chiesa gli sposi.

Durane la cerimonia infatti, vuoi per la loro tensione, vuoi per quel minimo di (per me) dovuta riservatezza che mi impedisce di piazzarmi sempre in mezzo alle balle, non sempre è facile fotografare con tutti i crismi gli sposi "da soli".
Finita la cerimonia le possibilità di muoversi con maggior libertà è evidente, così come cadono tutte le limitazioni che ci impedivano si posizionare più fonti luminose. Inoltre la stanchezza è ancora lontana e...salvo rare eccezioni... il trucco è intatto e gli abiti in ordine.  In 5-10 minuti si possono fare gli scatti che daranno una seconda "impronta" al servizio fotografico.

L'ultima occasione buona è , ovviamente, il momento "classico" delle foto che si fanno prima del ricevimento. Personalmente provo anche lì ad uscire dagli schemi cercando, nei limiti del possibile, ad unire al posato la contestualizzazione degli sposi all'ambiente e alle persone "comuni" presenti.
In alcuni casi siamo più ai limiti della "street" che della fotografia di matrimonio ma tant'è che a volte i risultati di tale miscellanea possono piacevolmente stupire.

A chiusura ci tengo a precisare che queste righe sono, non a caso, posizionate sotto la voce "esperienze" poiché non vogliono, e non ne hanno la pretesa, essere considerate come "insegnamento" o scoperta di uova di colombo di varia fattezza o colore.
Penso che in Italia , per lunga tradizione, ci siano i migliori fotografi di matrimonio e lungi da me la presunzione di scrivere qualcosa che possa essere preso anche come semplice spunto.

Mi sono permesso solo di raccontare il mio modo di "vedere" questo genere di fotografia.
Ed anche per questo che le foto che ho pubblicato non sono tratte da "il meglio" dal mio repertorio ma fanno parte tutte di un' unica... esperienza.

Gallerie:

I preparativi

La cerimonia

In... libertà