Fujifilm X100V + TCL X100II: Comunque e... ovunque

Categoria: Prove corpi macchina Pubblicato: Giovedì, 24 Dicembre 2020 Scritto da Max Angeloni



Lettera romana “V”… anzi numero romano. Cinque.
Quinta generazione della macchina fotografica che ha segnato l’inizio di una nuova era per Fujifilm.
Non mi dilungherò sulle cronologia delle uscite, su caratteristiche, aggiornamenti e menate varie che, modello dopo modello, si sono succeduti fino ad oggi.
Quando uscì la X100 non esisteva ancora il sistema X di Fujifilm, né tantomeno esistevano gli XPhotographer. A dirla tutta, non esisteva nessuno che credeva in un futuro di primo piano di questo marchio nell’allora panorama fotografico dominato da Nikon e Canon.


Ma tant’è… eravamo quattro gatti ad aver intravisto le potenzialità di un futuro fotografico “differente”. Erano altri tempi… e la moltitudine di dotti medici e sapienti che oggi si prodigano a rilasciare commenti e pesudo recensioni senza capo ne coda, erano in gran parte gli stessi che ti guardavano con una punta di scherno dall’alto del monolite fotografico “tradizionale” che portava al collo. Ma questa è un’altra storia.

 

Firenze - Giugno 2011, il mio primo scatto pubblicato in una rivista con la Fujifilm X100.
Fujifilm X100 - Iso 200, f/5, 1/250

Quinta generazione… quindi?
Come da tradizione non aspettatevi numeri, schemi, tabelle comparative e quant’altro.
Quelle le lascio volentieri a chi necessità di qualcosa per riempire lo spazio di un articolo.
Su queste pagine utilizziamo lo spazio per inserire il maggior numero possibile di esempi fotografici realizzati per lavoro.
Quindi… dicevamo?
A si. Sintetizzando.
Le novità della X100V sono sostanzialmente due.
L’aggiornamento dell’obiettivo e un livello di tropicalizzazione finalmente degno di una macchina fotografica professionale.

 

Fujifilm X100V + TCL X100II - Iso 160, f/2.2, 1/1400


Il Super EBC 23mm II non è cambiato esteriormente. È rimasto piccolo e compatto. Proprio tale compattezza aveva imposto sicuramente qualche compromesso a livello di resa globale.
Compromessi minimi certo, ma con l’aumento della risoluzione questa ottica iniziava a mostrare qualche limite.
Un nuovo disegno interno e, soprattutto, l’aggiunta di una lente asferica, ha permesso a questo obiettivo, non solo di risolvere egregiamente la maggiore risoluzione, ma anche di risultare più performante su tutta l’area del fotogramma già dalla massima apertura.

 

x100T

La vecchia versione dell'obiettivo, a tutta apertura e con una particolare incidenza delle luci artificiali, poteva creare queste fastidiosissime strisce luminose. Nella nuova versione sembrerebbe risolto anche questo problema.
Fujifilm X100T - Iso 3200, f/2, 1/60


Per quanto riguarda la tropicalizzazione la soluzione adottata necessità di qualche accorgimento per risultare completa. Infatti, se per il corpo si è ricorso alle normali soluzioni già presenti in altre tipologie di macchine fotografiche, la meccanica dell’obiettivo incorporato non consentiva alcuna soluzione. Se guardate con attenzione l’obiettivo vi accorgerete che il gruppo ottico si muove all’interno del barilotto e c’è uno spazio tra questi due elementi. Pertanto, per isolare dall’esterno questa “fessura”, dobbiamo montare tramite adattatore (lo stesso del paraluce) un filtro, o una lente addizionale come il TCL o il WCL.
Qualcuno ha storto la bocca per tale soluzione. Si è arrivati persino a parlare di parziale o finta tropicalizzazione.
Siamo alle solite, troppa gente parla senza avere una minima competenza per poterlo fare.
Pensiamo a tutte le macchine fotografiche ad ottiche intercambiabile tropicalizzate.
Se però tale macchine fotografiche, non si accoppiano ad un obiettivo tropicalizzato o Weather-sealed (come dir si voglia), tale caratteristica si perde.

 

Fujifilm X100V - Iso 160, f/3.6, 1/320


Per il resto cos’ha di differente le X100V rispetto alla X100F?
Tutto quello che solitamente ci aspettiamo di trovare su un modello nuovo.
Miglior elettronica, miglior mirino e schermo, ottimizzazione dei pulsanti e delle ghiere e così via.

 

Fujifilm X100V - Iso 160, f/2, 1/500


Sul Campo.
La Fujifilm X100 è la macchina perfetta solo per il reportage.
Quante volte abbiamo letto o sentito dire tale perentoria affermazione.
Altra stupidaggine mediatica.
La X100 è una macchina fotografica perfetta per fotografare quello che vi pare.
Ovviamente compattezza, posizione del mirino, discrezione e prestazioni ne fanno uno strumento disegnato principalmente per il reportage. Ma attorno alla X100, in realtà si è costruito un mini sistema fotografico che consenta a questa “piccoletta” di trovarsi pienamente a proprio agio anche in molte altre comuni situazioni fotografiche.
Ovviamente anche se si è in possesso del TCL o il WCL non si possono affrontare alcuni generi fotografici. Ma questo vale anche per il 99% dei corredi fotografici in possesso degli appassionati di fotografia di tutto il mondo.
Se poi siete tra quelli che pensano che basti una macchinetta fotografica e uno zoometto qualsiasi per fotografare a bordo pista, o un cavalletto e un 50mm per fare still life o, peggio ancora, un telefonino per fare architettura, beh… non posso farci nulla per convincervi del contrario.

 

Fujifilm X100V + TCL X100II - Iso 160, f/8, 1/1600

 

Fujifilm X100V + TCL X100II - Iso 160, f/2, 1/1000

 

Fujifilm X100V + TCL X100II - Iso 160, f/2.8, 1/500

 

Ma torniamo a noi.
Durante questi 8 mesi ho spinto la X100V un po’ su tutti i terreni. Per terreni intendo sia terreni fotografici che terreni intesi come pioggia, sabbia, salsedine e polvere. Ovviamente quando le situazioni ambientali lo richiedevano montavo un buon filtro UV (Hoya Pro1 Digital) o il TCL X100 II.
Dalle fotografia pubblicate potete giudicare da voi i risultati.

Fujifilm X100V - Iso 160, f/4, 1/1500

 

Qualcuno storcerà la bocca pensando a lente aggiuntive come il TCL X100II.
E qualcuno penserà che se bisogna portare con se una lente aggiuntiva tanto vale utilizzare una macchina fotografica con obiettivi intercambiabili.
Mi dispiace…anche questa volta non è così.
Sulla X100V non c’è bisogno smontare un obiettivo per montarne un altro. La lente addizionale si avvita direttamente sull’obiettivo incorporato.
Tutto questo si traduce in maggior praticità di utilizzo e di spazi e pulizia poiché il sensore non si troverà mai allo scoperto. E si parla di polvere, salsedine e quant’altro questo non è un aspetto da trascurare.
Ovviamente non sto dicendo che la X100V è lo strumento fotografico completo e perfetto per tutti e per tutte le situazioni.
Ovvia che, per esempio, per il ritratto ritratto X-T3 e Fujinon XF 56mm F1.2 R o GFX 50s e Fujinon GF 110mm F2 R LM WR offrono molto ma molto di più. Ma è anche vero che non sempre ci servono tali prestazioni e tali ingombri.

 

Fujifilm X100V - Iso 10000, f/2, 1/125

 

Fujifilm X100V - Iso 160, f/2, 1/500

 

Fujifilm X100V - Iso 12800, f/2, 1/100

 

Fujifilm X100V - Iso 160, f/2.8, 1/640

 

Fujifilm X100V - Iso 160, f/2, 1/8000

 

Fujifilm X100V + TCL X100II - Iso 160, f/5.6, 1/900

 

Conclusioni
In conclusione la X100V fa parte di quella categoria di macchine fotografiche che, o non possiamo farne a meno, o non sappiamo che farcene.
Ormai non si tratta più di giudicare elementi quali velocità, autofocus o prestazioni globali.
Tali aspetti riguardano il passato.
Queste macchine fotografiche, seppur sempre perfettibili, sono ormai generalmente prive di macroscopici difetti.
In questa abbondanza di scelta che il vasto panorama del mercato ci offre si tratta principalmente delle sensazioni che un mezzo fotografico è in grado di offrire al nostro fotografare.

 

Fujifilm X100V + TCL X100II - Iso 160, f/2, 1/420

 

Per me la X100 rappresenta la mia prima macchina professionale del nuovo percorso di Fujifilm.
L’ho sempre avuta e non potrei mai farne a meno.
Ma ripeto… in questo caso… è tutta una questione personale di sensazioni che solo questa macchina è stata in grado, negli anni, di offrirmi, per lavoro o per diletto, comunque e... ovunque.

 

Ringraziamenti
Un grande grazie ad Adele Brandaglia, Agnese Marucelli, Mariapia Aricò, Francesca Polverini, Ema Kovac, Cesare Veneziani.