Nikon D800: prime impressioni

Categoria: Prove corpi macchina Pubblicato: Lunedì, 23 Aprile 2012 Scritto da Max Angeloni

Testo e foto di Max Angeloni
aggiornamento 24 aprile 2012

Premettiamo...
Ero scettico…molto scettico…e anche un po' arrabbiato per la scelta di Nikon di cambiare rotta in tale maniera.
Ormai mi ero abituato a lavorare con Reflex molto quadrate… pochi MP ma una qualità estremamente elevata che mi consentiva di affrontare la quasi totalità delle situazioni fotografiche possibili.
L'annuncio dei 36MP per me è stato quasi un tradimento… anche perché questo… almeno in teoria… rappresentava l'antitesi delle mie (poche) sicurezze fotografiche.
Molti megapixel vogliono dire molte magagne in più e molti compromessi con cui fare i conti... almeno così credevo.
Bene… è bastato poco per dovermi rimangiare la quasi totalità delle mie prime congetture espresse a caldo.
Certo… rimane il fatto che bisogna iniziare da capo a reinterpretare alcuni aspetti della nostra fotografia, ma viste le premesse, è uno sforzo che sicuramente vale la pena intraprendere.

 

Cosa vogliono dire 36MP all'atto pratico? In realtà non sempre si ha la necessità... o il bisogno... di avere cotanta abbondanza
ma è pur vero che le possibilià offerte dalle alte risoluzioni non sono poche. Nell'esempio un crop al 100% di 800px... impressionante


Ma andiamo con ordine
La D800 ha una ergonomia migliorata rispetto a quella, già molto buona, della D700. Un occhio maggiore alle esigenze delle riprese video si nota, ma sicuramente ne gode anche chi la utilizzerà esclusivamente in ambito fotografico.
L'unica cosa in meno rispetto alla D700 sono…100g. Un etto in meno per il quale braccia e spalle ringraziano di tutto cuore.
Anche i comandi sono rimasti sostanzialmente uguali come numero e come disposizione, fatta eccezione per l'implementazione di quelli inerenti alle funzioni video che hanno portato la ricollocazione dei selettori delle modalità dell'autofocus e l'unificazione alla pari di quello che si è visto sulla D7000. Inoltre è stata aggiunta la modalità "silenziosa" Q nella ghiera dei modi di scatto.

Il monitor posteriore è leggermente più grande e presenta anche un gamut differente al quale ci vorrà un po' di tempo prima di farci l'abitudine, soprattutto dopo tanto lavoro con la serie FX precedente e aver abituato l'occhio (e il cervello), ad una visione dello scatto in una determinata maniera. In ogni caso sono convinto che, come da tradizione, Nikon ascolterà le esigenze dei propri utenti e saprà valutare se implementare o no in seguito la possibilità di una maggiore "similitudine" visiva rispetto ai monitor della D3(s) e della D700.

Ripeto… è più una questione di "abitudine" che un reale problema.
Bene…basta chiacchiere…iniziamo a scattare.

Oltre alla possibilità di effettuare crop molto spinti, un'alta risoluzione consente anche di acquisire una quantità enorme di informazioni.
In sintesi anche i dettagli più piccoli sono catturati nella loro interezza e non come elementi indistinti sparsi sul fotogramma.
Questo si traduce (anche) in una migliore capacità di gestire il file in post produzione indistintamente dal formato finale di stampa.

Non solo tanti MP
Le impressioni fino ad ora raccolte ovviamente sono ancora poche… e come sempre, in tali situazioni, provo invidia per chi, con poche decine di scatti, riesce ad avere una visione completa di uno strumento fotografico. Io se non faccio qualche migliaia di foto…. un po' in tutte le situazioni possibili… non riesco a capirci granché. Probabilmente è un mio limite.
In ogni caso i primi aspetti che hanno attirato la mia attenzione sono le differenze in fase di scatto che esistono tra il 12MP e questo 36MP del formato FX di Nikon.
In realtà la rivoluzione è molto più ampia e limitarla al solo sensore sarebbe molto superficiale. Partendo dal nuovo modulo Auto Focus e arrivando al nuovo processore di immagine, tutta la macchina fotografica è stata progettata con la finalità di offrire un segmento nuovo e non una versione "ridotta" di un modello superiore. La D700, infatti, era a grandi linee, una versione "leggera" della D3. In sintesi, partendo dallo stesso sensore e dallo stesso processore di immagine, Nikon aveva creato una macchina fotografica con alcune funzioni in meno rispetto l'ammiraglia (mirino, minor cadenza di scatto, singola scheda di memoria, dimensione immagine ecc.) per tutte le necessità fotografiche che non richiedevano determinate caratteristiche compreso il massiccio corpo macchina.
La D800 invece si affianca alla D4 sdoppiando il target di riferimento. Paradossalmente potrebbe essere la D3x a farne le spese e non la D700 che continua ad essere commercializzata ad un prezzo incredibilmente invitante e continua a godere di buone salute in tutti le borse fotografiche…compresa la mia.
In ogni caso… per chi è già abituato alle reflex di Nikon... proverà la piacevole sensazione di "conosciuto" già la prima volta che porterà all'occhio la macchina fotografica. Anche i menù sono molto simili e le differenze principali…anche in questo caso… riguardano principalmente le funzioni video.

Mirino e Autofocus
Molto interessante l'integrazione nel mirino dell'orizzonte virtuale attraverso la pressione del tasto Fn. Si tratta di una scala sui due assi (orizzontale verticale) che consente di mettere in bolla la macchina fotografica anche con il puntamento tradizionale.
Già... mirino…mirino che adesso copre l'intera area del fotogramma e per assurdo "costringe" a resettare i parametri di inquadratura se si è abituati alla D700.
Parametri (mentali ovviamente) che vanno resettati anche per l'utilizzo dell'autofocus. Questo per due motivi… il primo è che ogni nuovo modulo, per quanto possa sembrare simile al precedente, necessita di un periodo di adattamento per comprendere e sfruttare pienamente le possibilità offerte. Il secondo è che, a cotanta abbondanza di MP, corrisponde una magnificazione di tutti gli elementi con la conseguente amplificazione della percezione del fuori fuoco.
Ovviamente non parlo degli errori macroscopici di messa a fuoco ma di tutte quelle situazioni in cui, soprattutto con l'utilizzo di obiettivi molto luminosi, la profondità di campo si riduce ai minimi termini.
Facciamo un esempio… realizzando ritratti ambientati con il Nikkor AF-S 35mm f/1.4G a grandi aperture ho effettuato la messa a fuoco, a grandi linee, sull'occhio più vicino. Ho leggermente ricomposto l'immagine e ho scattato. Con i 12MP questa è una procedura ormai consolidata anche perché, in considerazione dell'ampio campo inquadrato, l'occhio del soggetto occupa una piccolissima porzione della scena.
Piccola porzione che con 36MP diventa molto più grande e la possibilità che il fuoco sia concentrato (per esempio) sulle ciglia e non sulla pupilla non è così remoto.
Ovviamente stampando nei formati più comuni… e quindi riducendo le dimensioni del file… si torna ad avere la percezione pari a quella ottenuta con le D700/D3(s).
È  un aspetto con cui ci dovremo confrontare e come tale un periodo di "affinamento" è obbligatorio se vogliamo ottenere il massimo possibile da questa Reflex.
Massimo possibile che, per forza di cose, riguarderà anche le ottiche che utilizzeremo sulla D800.

La magnificazione, dovuta all'alta risoluzione, porta anche ad accentuare le aberrazioni cromatiche e/o del purple fringing soprattutto utilizzando,
a grandi aperture, ottiche molto luminose.
Ovviamente, stampando nei formati più comuni, il tutto passa inosservato.
Ma dovendo effetture una post produzione più invasiva e riprodurre il nostro file su grandi formati, tale fenomeno può essere fastidioso.
Scattando in Nef, sia Capture NX2 che Lightroom 4, dimostrano di saper gestire perfettamente il tutto.
Nelle foto di esempio una piccola sintesi della lavorazione. Sviluppo del Nef in Lightroom 4, correzione delle aberrazioni cromatiche,
salvataggio in Tiff 16 bit e ottimizzazione della post produzione in Color Efex Pro 4.

Ottiche, processore e Picture Contol
36MP non sono uno scherzo e provare tutte le accoppiate è un lavoro che solo gli utenti potranno censire con il continuo utilizzo.
Certo è che, con obiettivi di rango, non ho trovato significatave differenze. Anzi, la magnificazione di tutti gli elementi, aumenta la percezione dello sfocato e della tridimensionalità di immagine.
Probabilmente non dovrò più impostare tutti i parametri di nitidezza a zero nelle foto di studio, come avveniva con il sensore Fx da 12MP. Ma questo lo potrò verificare unicamente quando avrò l'opportunità di fotografare in tale maniera.
La cosa invece di cui ci si accorge subito, è il reale passo avanti realizzato nella qualità di immagine globale con relativo adeguamento dei picture control. Il lavoro svolto dal processore Expeed 3 è incredibile ed è sua la "colpa" se mi sono dovuto ricredere sulla potenzialità della D800.
Maggiore gamma dinamica, maggiore cura dei colori, maggiore resa agli alti iso. Insomma… prendete una D700… aggiungete 4-5 anni di evoluzione tecnologica… triplicate la risoluzione ed avrete la risposta di come va questa macchina fotografica.
Dopo 8 anni"... finalmente... valuto la possibilità di abbandonare il Picture Control D2x" che mi ha accompagnato generazione dopo generazione… modello dopo modello. Sostengo da sempre che la foto si fa al momento dello scatto. E pur considerando le Reflex Nikon strumenti da usare esclusivamente in Raw (fatta eccezione di alcune particolari situazioni), utilizzando i giusti strumenti in fase di post produzione è possibile partire da una base che necessita unicamente di essere ottimizzata anche scattando in Nef.

Pur rimanendo invariati rispetto ai modelli precedenti, i Pictures Control appaiono ancor più equilibrati. Il motivo è probabilmente da ricercare da un insieme di fattori. Miglior bilanciamento del bianco, maggiori informazioni acquisite al momento dello scatto, maggiore gamma dinamica... non lo so... sto approfondendo l'argomento. Appena avrò le idee più chiare le pubblicherò.

In ogni caso il profilo "Standard" ora mi appare più equilibrato nei contrasti e meno carico di rossi e gialli… soprattutto sugli incarnati. Per me e per il mio fotografare comunque resta ancora inutilizzabile in combinazione con uno o più Flash. Il "Neutro" è invece quello che probabilmente potrà prendere il posto del mio "amato" Picture Control D2xI. Saturazione ben equilibrata, contrasto leggero (che ben si presta alle fonti luminose artificiali), assenza di dominanti. Mi piace veramente tanto. Così come mi piace la resa del Picture Control "ritratto". Mi piace a patto di non utilizzarlo, anche in questo caso, con i flash. Contrasti morbidi, colori pastellati, soprattutto sui rossi e gli arancioni, veri artefici degli incarnati.
E se anche il "Vivace", tutto sommato, se utilizzato nelle giuste condizioni di luce può trovare il giusto spazione nelle nostre fotografie, il "panorama" rimane… almeno per i miei gusti e per il mio fotografare… eccessivamente contrastato e saturo.

Ripeto. Presi singolarmente i Picture Control sono rimasti invariati... ma valutando la resa globale, ovvero prendendo in considerazione anche tutti gli altri elementi che "creano" l'immagine ho l'impressione che si sia fatto un passo avanti. Staremo a vedere.


Il Picture Control standard restituisce, in buone condizioni di luce, immagini contrastate e con una saturazione leggermente accentuata ma mai eccessiva.
Da notare come i due differenti incarnati siano riprodotti coerentemente lasciando inalterate le differenze di colore e incidenza della luce.


Il Picture Control Neutro presenta contrasti meno accentuati e colori meno "carichi".
La coerenza cromatica, rispetto al passato, appare più accentuata tanto da ricordare più il Picture Control D2xI che il Neutro delle Reflex FX di precedente generazione.
A breve spero di approfondire l'argomento anche in altre condizioni di illuminazione alfine di verificare se, e di quanto, tale mia impressione sia fondata


Il Picture Control Saturo presenta contrasti molto decisi e colori accentuati.
Piacevole in determinate condizioni di luce, a patto di regolare il bilanciamento del bianco correttamente.

Anche il Picture Control Ritratto ha goduto (almeno nelle prime impressioni) della "rivisitazione" delle caratteristiche globali della macchina fotografica in termini di qualità e di resa.
Colori morbidi ma non slavati e tonalità dell'incarnato piacevoli anche in condizioni di luce critica

Bene per adesso basta così
Come sempre le "prime impressioni" non rappresentano delle certezze o la dichiarazione di aver fatte proprie le caratteristiche di uno strumento fotografico.
Certo è che la D800 è in perfetta tradizione Nikon e pertanto comprenderne il carattere è cosa meno ardua se si proviene da una Reflex della casa giallo nera.
Però ci sono tutti i distinguo e le innovazioni che identificano un nuovo modello rispetto a quelli che l'hanno preceduto ed è un peccato di presunzione, ritenere di far entrare nel proprio fotografare, tutte le novità in maniera così rapida e superficiale.
Quindi ci vuole un po' di pazienza e parecchia umiltà per iniziare a sentire proprie le caratteristiche della D800. Caratteristiche che… ripeto… non si limitano ai soli 36MP ma sono molto più consistenti e riguardano tutti gli elementi che costituiscono un moderno sistema di fotografia digitale.

 

I Tiff a 16 bit derivati dai i file Raw della D800 occupano uno spazio superiore ai 200MB. Oltre agli ovvi inconvenienti di immagazzinamento,
a tanta abbondanza corrisponde una grande capacità di sostenere anche lavorazioni grafiche molto accentuate senza rischi eccessivi di degradamento.
In questo caso la fotografia è stata elaborata, una volta convertita in Tiff, con Color Efex Pro 4 e Viveza 2

Qualche numero
Per fotografare i gruppi storici durante il Natale di Roma ho scattato 492 foto in Nef a 14 bit. Lo spazio occupato è di quasi 38 Giga. La batteria si è scaricata del 25%. Un file Nef a 14 bit occupa circa 75-78 MB. In una scheda da 32 GB entrano circa 400 foto (Raw 14 bit). Un file Tif convertito da Lightroom 4 per la lavorazione con Color Efex Pro 4 supera i 200MB.