di Max Angeloni

Ecco l'uovo di colombo
o tanto tuonò che piovve... o ancora la scoperta dell'acqua calda..
insomma ditelo come vi pare ma Fuji ha fatto quello che mancava nell'offerta delle fotocamere digitali.
Eppure era tempo che il mercato, o almeno una nicchia di mercato, chiedeva una macchina fotografica digitale semplice, con ottica fissa di alta qualità, compatta e con un sensore di buone dimensione.
Strano a dirsi ma era l'unico segmento ancora trascurato dai grandi marchi.
Ci prova la Sigma da diversi anni con la serie "dp" ma vuoi per la lentezza della macchina, vuoi per le focali coperte dai due modelli commercializzati (28mm e 41mm) vuoi per il sensore Foveon che, a bassissime sensibilità garantisce immagini eccellenti e senza pari ma è carente già alle medie sensibilità, ha una gamma dinamica piuttosto compressa ed è cronicamente scadente come elettronica di contorno.
Ci ha provato anche Leica con la X1... ma siamo sempre lì... in piena tradizione "Leica digitale" macchina costosa, ma non adeguata al prezzo per le caratteristiche offerte. Obiettivo relativamente buio, autofocus scadente, mancanza di mirino integrato nel corpo, elettronica non del tutto impeccabile.
Probabilmente il segmento che è arrivato maggiormente a "sfiorare" questo concept di macchine fotografiche sono alcune CSC nonostante la contraddizioni di essere sistemi con lenti intercambiabili.
Ma anche in questo caso il sistema non è ancora maturo, i modelli maggiormente compatti non hanno il mirino integrato e, fatta eccezione delle Sony Nex, il micro 4/3 ha dei limiti legato alle dimensioni del sensore.