RIFLESSIFOTOGRAFICI

Semplicemente fotografare

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Fujifilm X10

 

Con l'immissione sul mercato della X100, la Fujifilm ha presentato una roadmap che indicava chiaramente il rientro a pieno titolo nella fascia alta del mercato delle macchine fotografiche.
Era dai tempi della S5 che i molti appassionati del marchio attendevano, con grandi aspettative, l'uscita dall'l'impantanamento" della Fuji dopo l'abbandono del sensore SuperCCD.
È chiaro (finalmente) che la X100 è solo l'apripista di una nuova generazione di macchine fotografiche che… passando per due compatte di alta qualità… dovrà raggiungere il suo culmine con un nuovo sistema ad ottiche intercambiabili.

La X10 è proprio una delle due "compatte di intermezzo"… e come tutti le cose che preannunciano un cambiamento… anche gli "intermezzi" suscitano un grande interesse.

E allora... e allora X10

 



Per gli amanti del Bianco e Nero la X10 è la perfetta compagna per tutte quelle situazioni in cui preferiamo lasciare a casa corredi più ingombranti.
Difficile chiedere di più ad una compatta... sia per quanto riguarda il jpg (grazie alle numerose personalizzazione che consentono di "affinare" il nostro scatto monocromatico) sia se scattiamo in raw.

Paradossalmente è più difficile ottenere una pulizia del segnale esemplare e un dettaglio croccante lavorando i Raw (con i programmi attualmente disponibili) che utilizzando direttamente il Jpg in macchina. In ogni caso i margini di lavorazione dei grezzi della X10 sono molto alti... e sono paraganobili a quelli di macchine fotografia di livello superiore


Corpo macchina
Il corpo macchina richiama...alla pari della X100... le linee delle telemetro. Dire che sia una "simil Leica" è sbagliato. Tale scelta "estetica" in realtà non vuole essere uno scimmiottamento delle macchine fotografiche di Solms ma piuttosto un ritorno ad un concetto di pulizia estetica che un po' si è perso negli ultimi anni.
E se per le reflex è naturale mettere in preventivo determinati ingombri, in una compatta ritengo sia più naturale rifarsi a concetti di manegevolezza delle macchine del passato.
Né troppo piccola né troppo grande. La X10 si impugna bene e trasmette una bella sensazione di solidità.
Ad aiutare l'ergonomia e il brandeggio contribuisce l'obiettivo che, al contrario delle concorrenti, non si ritrae all'interno del corpo macchina.
Anche il mirino ottico, per quanto piccolo, e di incompleto impiego vista la totale assenza di informazioni (sopratutto quella che indica il punto della messa a fuoco) è perfettamente integrato nella pulizia generale di questa macchina fotografica della Fuji.
Per quanto riguarda la disposizione dei comandi e dei vari pulsanti troviamo lo stesso rigore che abbiamo sulla X100.
A mio giudizio lo trovo perfetto... sembra più una reflex che una compatta.
I menù invece sono quelli classici di Fuji con due "Macro voci" che contengono un'infinità di opzioni. Su questo continuo a pensare che Fuji debba lavorare ancora parecchio per rendere l'accesso alle opzioni via menù più rapido e intuitivo.
Basterebbe anche un semplice menù personalizzato dove l'utente può inserire tutte le opzioni che maggiormente utilizza.
Non credo ci voglia tanto.

La Fujifilm X10 dimostra di avere le carte in regola anche come macchina da reportage. Discrezione, buona velocità operativa, ottica luminosa ed elevetà capacità di adattamento alle varie esigenze fotografiche consentono di affrontare questo stile fotografico con sufficiente scioltezza.

L'Obiettivo
Come ho già detto la Fujifilm X10 ha un obiettivo che non si ritrae completamente al momento dello spegnimento. I motivi di tale scelta sono molteplici anche se il principale è da ricercare dall'ingombro non indifferente che comporta un'ottica zoom molto luminosa accoppiata ad un sensore più grande rispetto a quello che equipaggia le comuni "compatte".
Inoltre avere la possibilità di variare la focale manualmente, non affidandosi ad un sistema motorizzato, lo ritengo un vantaggio non indifferente.
Certo... si perde qualcosa in termini di ingombri ma si guadagna certamente molto sotto il profilo della qualità e della velocità. In ogni caso la fascia occupata dalle X10, P7100, G12 e varie non è che sia il massimo per quanto riguarda la "compattezza".
Chi ha come necessità primaria l"ingombro" è evidente che debba rivolgere la sua attenzione verso un'altra tipologia di macchina fotografica come, ad esempio, la S100 di Canon.
Tornando all'obiettivo le prestazioni sono ottime già a tutta apertura e si mantengono tali su tutta l'escursione delle focali. Solo la difrazione frena attorno ad f/5.6 il range di utilizzo ottimale. Come per la X100...anzi più della X100 la Fujinon ha svolto un eccelente lavoro nella realizzazione di questo obiettivo. Avere una luminosità molto alta non vuol dire unicamente scattare a sensibilità più basse ma anche un ventaglio maggiore di diaframmi da utilizzare., sempre in relazione alla difrazione.
Solo la Olympus  XZ1, a parità di focali coperte (angolo di campo equivalente a 28-112mm) fa meglio come luminosità massima (f/1.8-2.4). Ma le dimensioni del sensore sono più piccole rispetto a quello della Fuji X10.
La resistenza al flare è molto buona così come quella nelle riprese in controluce (sempre rispetto al target di riferimento della macchina fotografica).
La distorsione è ben controllata ed è maggiormente percettibile nelle focali grandangolari. Se si scatta in Jpg la macchina corregge piuttosto bene questo aspetto.
Il filtro opzionale comunque da una mano aggiuntiva e offre una protezione "fisica" agli urti accidentale.
A tale proposito è curioso come non sia stato previsto un "tappo" apposito quando si utilizza la X10 con questo accessorio. In ogni caso basta comprare un tappo universale da pochi euro e il gioco è fatto.

Il sensore EXR consente "fisicamente" di ampliare la gamma dinamica in maniera molto significativa senza innalzare gli Iso. Lo scotto da pagare è quello di scattare in Jpg e di dimezzare la risoluzione (6MP)

Il sensore EXR
A prima vista la X10 sembrerebbe "solo" una ottima compatta di lusso.
In realtà quando si parla di Fujifilm le cose migliori bisogna sempre aspettarsele dal sensore e dal processo di immagine. E anche la X10 non fa eccezione.
Il sensore della X10 è un 12MP (8.8x6.6mm) CMOS con tecnologia EXR.
Questa tecnologia è stata introdotta da Fuji nel 2009 con la commercializzazione della F200 con la differenza che allora si trattava di un sensore CCD.
Ma cos'è un sensore EXR e, sopratutto, quale benefici può apportare al nostro fotografare.
Partiamo dalla disposizione dei Pixel. Nei sensori "tradizionali" i pixel sono disposti in maniera tale che con il filtro di bayer ogni pixel sia distanziato di almeno un pixel rispetto a quello di pari colore. Nel sensore EXR invece i pixel di pari colore sono accoppiati
In questo modo otteniamo una sorta di "doppio" sensore con cui acquisire le informazioni in maniera completa (12MP) o "separata" (6MP).
In maniera "completa" (12MP) otteniamo la massima risoluzione e il massimo dettaglio. In maniera "separata" (6MP) possiamo avere minor rumore o maggiore gamma dinamica. In sintesi, in modalità DR (Gamma dinamica) metà dei pixel sono deputati a salvaguardare le alte luci e combinano le informazioni con l'altra metà dei pixel che, invece, espongono correttamente la scena. In modalità SN (basso rumore alle alte sensibilità) la X10 combina le informazioni acquisite dai pixel di pari colore. In considerazione che il rumore digitale si presenta in maniera casuale, la media del rumore tra due pixel riduce il suo effetto sull'immagine finale.
Ovviamente il tutto è stato spiegato in maniera sbrigativa ma penso che sia chiaro quali e quanti benefici siano in grado di apportare al nostro fotografare una malleabilità del genere in fase di acquisizione dell'immagine.
Ma tanta grazia e tanta abbondanza di opzioni purtroppo (come per la X100) è disponibile solo scattando in Jpg. Personalmente non capisco tale scelta di Fuji.
Se per la X100 poteva valere un discorso legato al lavoro del software di gestione dell'immagine qui ci troviamo di fronte ad un sensore che fisicamente è in grado di acquisire le stesse informazioni in maniera differente. Inoltre il programma "base" offerto in bundle è piuttosto deficitario (oltre a non presentare alcuna opzione sia per lo sfruttamento in camera chiara delle caratteristiche del sensore né nel riconoscimento delle "pellicole" utilizzate al momento dello scatto). Ad oggi, l'unico software alternativo è la versione 3.6 di Adobe Lightroom o ACR 6.6. Ma i programmi Adobe "impongono" ai Raw il profilo "Adobe standard" mandando a farsi benedire i colori tipici di e unici di Fuji. Sarò ripetitivo e noioso, ma questa scelta non la capisco. La serie X ha un taglio professionale ed un target di destinazione dedicato ad utenti che scattano (spesso e volentieri) in Raw. Castrare in questo modo le potenzialità della macchina fotografica, è un controsenso... un grande controsenso.


La X10 è una fantastica strumento da ritratto (ovviamente in relazione alla tipologia di macchina fotografica).
Nonostante le ridotte dimensioni del sensore l'ottimo lavoro dell'ottica consente di restituire una buonissima tridimensionalità alle nostre immagini

La Funzione multiscatto "Pro messa a fuoco" consente di applicare una sfocatura che aggiunge enfasi al nostro ritratto. Non sempre questo è possibile e non sempre l'ambientazione del nostro scatto permette il raggiungimento di tale scopo. Ma quanto tutte le circostanze sono favorevoli i risultati ottenuti sono realmente degni di nota.


Se invece tra il soggetto e lo sfondo ci sono nuerosi elementi di disturbo la funzione "Pro messa a fuoco" può essere tratta in inganna come nell'esempio qui sopra postato.

Sul campo

La X10 parte già con il piede giusto. Non dimostra le incertezze che avevano caratterizzato la X100 alla sua uscita. È evidente che l'esperienza è servita.
Certo... siamo sempre parlando di una compatta e non bisogna aspettarsi le prestazioni di una macchine fotografica di categoria superiore. Ma autofocus e velocità operativa sono in linea con quanto offerto dalle altre case nello stesso segmento. Solo la scrittura del raw continua ad essere deludente. Ma come accaduto con la Nikon P7000 alla sua uscita, anche Fuji potrà supplire a tale carenza attraverso un l'aggiornamento del firmware.
Bene... iniziamo a scattare.
La nota lieta è che durante la scrittura la macchina non rallenta minimamente la propria capacità operativa.
L'accensione avviene attraverso la "rotazione" dell'obiettivo. Disattivando opzione "Risparmio Energia" e attivando la "Modalità Avvio Rapido" si guadagna parecchio nella velocità di accensione e di risveglio dallo stato di "stan-by"
La X10 trasmette da subito la sensazione di "conosciuto"... di un apparecchio fotografico che da sempre sta nelle nostre mani. Viene istintivo portare il mirino al nostro occhio anche se... dopo un po' ... ci si accorge che il metodo migliore per fare la nostra inquadratura è lo schermo posteriore.
Attenzione, il mirino ottico è realizzato bene, nulla a che spartire con gli omologhi "buchi della serratura" montati sulle P7100 e G12.
Ma la mancanza di informazioni, in particolar modo quella dell'auto focus, rendono piuttosto complesso il suo utilizzo. L'unica maniera per essere sicuri dell' avvenuto aggancio del nostro soggetto è quello di "ascoltare" il bip prodotto dalla macchina fotografica a compimento della fase di messa a fuoco.
Insomma... non una cosa semplicissima. Utile però in alcune circostanze.
A proposito di "bip" e rumori vari. Silenziando la X10 si disattiva il flash e l'illuminazione ausiliaria dell'autofocus. Io la chiamo modalità "agente segreto" perché non trovo altra spiegazione, nell'intenzione di chi ha progettato la macchina fotografica, di quella di rendere più discreto possibile la fase di scatto.
Personalmente se la potevano anche risparmiare. Io scatto sempre "silenziato" con questa tipologia di macchina fotografica e non vedo il motivo di tale "accorgimento" sopratutto in considerazione che il flash, per essere attivato, deve essere alzato manualmente dalla sua sede. Inoltre la perdita dell'illuminatore AF rende critica in alcune situazione di luce scarsa, l'aggancio del soggetto. Che la lucettina ausiliaria possa mandare all'aria la nostra "missione segreta"?
James Bond a parte il piccolo flash fa un discreto lavoro anche se più che all'azione di illuminatore vero e proprio lo trovo molto indicato come luce di schiarita.
Tornando al resto dei comandi e delle opzioni sono funzionali e pensati per far fronte ad ogni situazione fotografica. Alle funzioni EXR già citate vanno aggiunte anche quelle "Adv" e "SP".  Funzioni fruibili solo in jpg poiché frutto di una "post produzione" interna alla macchina fotografica.
E se la selezione "SP" non è altro che una raccolta di preset che contiene un ventaglio di situazioni fotografiche molto ampio, ruotando la ghiera su "Adv" approntiamo la X10 ad affrontare 3 tipologie di fotografia "multiscatto". A parte la funzione panorama (che di sicuro non è una novità), le altre due, "Pro poca luce" e "pro messa a fuoco", possono, da sole, valere l'acquisto della X10.
La funzione "Pro poca luce" è stupefacente. A mano libera la piccola Fuji esegue 4 scatti in rapidissima sequenza della scena inquadrata. Attraverso una elaborazione in macchina i 4 scatti vengono fusi in una unica immagine che restituisce una pulizia del segnale anche a Iso 3200 degna di una reflex di ultima generazione. Impressionante. Per una macchina da "viaggio" questa è una opzione fantastica poiché ci permette di affrontare tutte quelle situazioni fotografiche che prima erano precluse a questo target di macchine fotografiche. Panorami notturni, paesaggi, monumenti, interni e quant'altro di statico fotografabile con scarsa luce non rappresenta un limite per la X10. In accoppiata con la modalità macro o super macro si possono realizzare scatti in scioltezza anche in condizioni critiche per macchine fotografiche di più alto livello. 10 e lode... quando Fuji non pensa agli agenti segreti ma a fare quello che sa fare meglio degli altri non ha paragoni.
La seconda funzione che merita un approfondimento in modalità Adv e la cosidetta "Pro messa a fuoco". In sintesi... in determinate situazioni è possibile realizzare ritratti a cui viene applicato a "posteriori" uno sfocato artificioso per conferire alla foto quel "sapore" che solo le ottiche dedicate sono in grado di restituire.
Il tutto avviene sempre a mano libera e attraverso il multiscatto (da 2 a 3). C'è da dire che non sempre le situazioni combinate di focale scelta e di ambiente consentono tale espediente (la macchiana ci avvisa dell'impossibilità di realizzazione) e non non sempre i risultati ottenuti sono privi di sbavature. Ma quando tutte gli elementi si combinano nella giusta maniera il risultato è veramente degno di nota. Non aspettiamoci i risultati di un Nikon 85 f1.4 o del Leica 90 Summicron. Ma se isoliamo il soggetto, in un contesto senza elementi di disturbo con lo sfondo sufficientemente distante è difficile credere che la foto sia stata realizzata con una compatta.
Come visto la X10 è una miscellanea di funzioni e opzioni di scatto. Sono così tante che non sempre è facile e rapido passare da una all'altra così non sempre tanto più che sono raggruppate in macrocategorie. Ma grazie alle opzioni di "personalizzazione" si può approntare una sorta di "preset" ad hoc raggiungibili con la sola selezione attraverso la ghiera dei modi di scatto.
Ecco la mia:
P, A, S, M: Raw - Iso Auto 800 - DR 100% - Simulazione Film Standard
EXR: SN (Jpg 6MP), Iso Auto 3200 - DR 100% - Simulazione Film Standard - Formato 4/3
C1: P (Jpg12MP), Iso Auto 800 - DR 100% - Simulazione Film Standard (Nitidezza, tono alte, luci tono ombre in M-Mag), Riduzione del disturbo M-Bas - Formato 3/2
C2: DR (Jpg 6MP), Iso Auto 3200 - DR Auto - Simulazione Film Standard - Formato 4/3
Ovviamente i parametri sono soggetti a continua e ulteriore variazione. Ad esempio la modalità Adv che può essere impostata in "pro messa a fuoco". Ma così organizzati posso adeguare rapidamente le funzioni di scatto in base alle situazioni e variare rapidamente alcuni parametri di base come sostituire in modalità C1 la "pellicola" Provia con la Velvia.
Certo che non è una cosa alla portata di tutti, ovvero il plasmare la macchina è destinato agli utenti più smaliziati piuttosto che a coloro che utilizzano sempre e solo i parametri di base.
Ma è anche vero che i Jpg di Fuji sono unici nel panorama attuale della fotografia. Programma o non programma dedicato è l'unico caso in cui difficilmente elaborando i Raw si riesce ad ottenere un reale vantaggio rispetto a quello che riesce a produrre in macchina qualsiasi Fuji... e la X10 non fa eccezione.
Colori... toni e passaggi tonali... contrasti e dettagli sono sempre ben equilibrati.

A questo contribuisce anche l'ottima regolazione del bianco in automatico e un filtro per il contenimento del rumore molto raffinato.
Chi non ha una avuto o non ha una Fuji difficilmente può capire quale resa ha un Jpg Fuji.Ma a cotanta abbondanza del formato Jpg non significa che il raw debba essere "trascurato". Il Raw è il formato che consente di plasmare ...aggiustare...enfatizzare... ottimizzare il nostro scatto.

E ritorno al punto di partenza. Se ci fosse un programma in grado di leggere correttamente i file Raw (come avveniva per la S5) parametri come la pellicola, il DR, il contrasto, e via dicendo potrebbero essere variati in fase di "sviluppo" snellendo non poco il lavoro da svolgere in pre-scatto con il Jpg.

Ma tant'è, e anche con i suoi limiti la X10 è una macchina talmente ben fatta che stravolge il segmento di appartenenza. Sono un utente da sempre entusiasta delle compatte evolute. Le ultime che ho posseduto sono le Canon G10-12 e la Nikon P7000. Ma da utente affezionato ho la coscienza dei limiti che queste macchine fotografiche impongono. Con la Fuji X10 il confine delle possibilità fotografiche è stato spostato più avanti.... molto più avanti. E non è da preveggente aspettarsi una contromossa, a breve, da parte delle altre case produttrici. La compatta ora non è più uno strumento destinato alle foto ricordo o poco più, ma uno strumento in grado di assecondare le esigenze fotografiche più ampie: dalla fotografia con luce estrema a quelle con assenza di illuminazione, dal reportage al ritratto.
Già il ritratto. Fatta eccezione della apposita funzione multiscatto, la X10 è comunque una macchina da ritratto. Ovvio... palese... scontato... per quanto luminoso e raffinato sia lo zoom Fujinon non possiamo aspettarci i miracoli da quello che è pur sempre un 7.1-28.4 mm. Ma i ritratti eseguiti con la "piccoletta" hanno un bel sapore. Non si può parlare di tridimensionalità o stacco dei piani o raffinato sfocato. Ma l'embrione di tutti questi elementi c'è sempre quando fotografiamo un volto.

Embrione che, unito a tutte le altre caratteristiche della X10 ne fanno uno strumento a 360 a patto di non chiederle l'impossibile visto che... qualche miracolo... già lo fa.
La batteria, pur di piccole dimensioni, fa il suo onesto lavoro e mediamente consente di portare a casa almeno 250-300 scatti. In ogni caso raggiunge la piena efficienza dopo 3 o 4 cicli di ricarica completi. Attenzione all'indicatore di carica rimasta della X10 che rimane inchiodato sulle 3 tacche (carica massima) per molto tempo e poi cedere di schianto in poche decine di scatti.
In ogni caso è consigliabile procurarsene una di scorta.

Una nota stonata (anche se sembra diventata una nota "generale" stonata riferita a tutti i marchi) è quella degli auto-iso. Nello specifico l'impossibilità di impostare il tempo minimo di esposizione oltre il quale gli Iso vengono innalzati. Quindi è facile trovarsi con tempi lenti nelle occasioni in cui fotografiamo delle persone. Anche qui ci vuole veramente poco per risolvere la questione ed eviterebbe il dover rimettere le mani alle opzioni ogni volta che la macchina imposta dei parametri che non sono adatti alla tipologia di scatto.

La funzione multiscatto "Pro Poca luce" è sorprendente. Attraverso quattro scatti realizzati in rapida successione a mano libera, il processore è in grado di offrire immagini pulite anche a 3200 Iso come in questo caso.
Lo scatto è stato effettuato in modalità "Macro".

La funzione multiscatto "Pro Poca luce" è anche indicata per le fotografie in notturna con soggetti statici


La pandemia mediatica Blooming
Con i primi samples apparsi in rete qualche utente ha messo in evidenza una presunta presenza di blooming in alcune condizioni di scatto effettuati con la X10.
Subito la pandemia si è sparsa nella rete con il risultato che, ad un certo punto, un'infinità di utenti mediatici scorgevano tale difetto in tutte le fotografia.
La realtà delle cose è molto differente.
Per prima cosa non si tratta di Blooming, il blooming è ben altra cosa, così come gli "orbs", termine con il quale hanno tentato di definire anche tale fenomeno. Ma anche gli "orbs" sono ben altra cosa.
La realtà delle cose è ben differente e basterebbe avere un minimo di esperienza per capire che, determinati fenomeni, in presenza di forti punti luminosi diretti o riflessi, possono mettere in crisi i sensori più piccoli. Il caso della Fuji X10 è particolare perché avviene principalmente proprio dove le altre macchine fotografiche non riescono a lavorare. Pertanto la presenza di questi "dischi bianchi" viene enfatizzata proprio a causa del contrasto che crea con l'ottima interpretazione generale con la scena fotografata.
Certamente non è nascondere dietro ad un dito il problema paragonando il comportamento della X10 rispetto a quello (di gran lunga peggiore) della concorrenza. Così come non è pensabile che la Fuji non tenti di porre rimedio. La magagnetta c'è... ripeto... nulla di così eclatante... ma c'è.
Ma anche qui Fuji dimostra un limite che dovrà presto colmare se vuole diventare una Big del mercato della fotografia: la comunicazione.
Quando su Dpreview è esplosa l'epidemia la Fuji non ha avuto altro da fare che comunicare un messaggio che recitava:
"La fotocamera rientra nei parametri e il fenomeno detto "Blooming" non è eliminabile completamente ma si possono adottare delle impostazioni per attenuarlo. Mettere ISO alti (es 800) e gamma dinamica al 400%. Fujifilm metterà a disposizione un upgrade per attenuare il fenomeno stesso".
Ora.. primo non si tratta di Blooming... secondo non puoi permetterti di dire che il tutto rientra nei limiti e poi parlare di fenomeno non eliminabile.
È una contraddizione.
O parli di comportamento del tutto normale o ammetti che c'è qualcosa che non và.
Inoltre... suggerire espedienti fondamentalmente inutili non fa che aggravare le cose.
Quanto accaduto è un po' lo specchio delle cose che Fuji dovrà migliorare se vuole conquistare la vetta del mercato legato alla fotografia digitale.
Non basta progettare strumenti innovativi. Bisogna anche saperli testare ed essere in grado di ragionare "da fotografi" e non da ingegneri.
In questo bisognerebbe prendere esempio da Nikon e dalla perizia con cui mette a punto i suoi prodotti. E se qualcosa sfugge, senza lasciare troppo spazio ai rumors e alle polemiche. ha imparato a risolvere subito il problema. Un caso su tutti è quello che affliggeva il sistema di stabilizzazione delle ottiche del nuovo sistema 1.
In pochi se ne erano accorti... e passatemi la presunzione... io e l'amico Eugnio Martorelli di Fotografia Reflex per primi al mondo abbiamo individuato l'esatta natura del malfunzionamento.
Ma senza comunicati stampa e... cosa più importante... prima ancora che diventasse un caso mediatico... Nikon ha rilasciato un firmware in brevissimo tempo che ha risolto definitivamente il problema.
Ecco...dopo sensori obiettivi custodie e paraluce Fuji dovrà lavorare anche su questo fronte mettendo in campo la stessa meticolosa perizia con la quale progetta i suoi prodotti. Le macchine vanno testate dai fotografi così come la comunicazione mediatica, che con tanta attenzione annuncia le caratteristiche dei gioiellini fotografici attuali o di prossima uscita dovrà essere accompagnata da pari capacità nel mantenere "il contatto" e "ascoltare" i propri clienti dopo l'acquisto.

Non è facile... ma non credo che in Giappone sia più complicato seguire questa strada rispetto altri Paesi ove... localmente... questa "fidelizzazione" del cliente è già stata avviata. Uno su tutti qui in Italia. Alla Fujifilm Italia ci sono stati dei cambiamenti... e i frutti già si stanno vedendo grazie alla capacità delle persone giuste ai posti giusti.


La X10 si dimostra efficace anche nel caso di tempi di esposizione molto lunghi. In questo caso 4 secondi a f/11. In contrasto con il buon equilibrio della foto ecco come si manifesta la "sindrome da dischi bianchi".
In realtà non si tratta di Blooming ma del clipping delle alte luci in caso di forte contrasto con zone addiacenti molto buie. È un caso che si verifica molto raramente ma è indubbio che Fuji debba lavorarci sopra visto la caratura della macchina.

Conclusione
Con la X100 la Fujifilm ha iniziato il suo rinascimento fotografico, e la X10 è il secondo passo verso la costruzione di un'offerta che raggiungerà il suo apice con la prossima X 1 Pro. Questa macchina fotografica rappresenta il nuovo standard di riferimento per la classe delle compatte evolute. Inutile girarci attorno.
Questo segmento è quello che maggiormente accusato l'impatto delle CSC (Compact System Camera) e rimanere fermi su posizioni ormai superate da tempo non può che decretarne il fallimento.
E di poche ore l'annuncio della G1 X... nuova comapatta di Canon con un sensore di dimensioni molto vicine a quelli dell'APSc. Anche le altre Case produttrici non si faranno attendere.
Personalmente ritengo che la strada da percorrere non può prescindere da un'ottica zoom luminosa. Così come non trovo indispensabile "allargarsi" troppo con il sensore sempre in relazione a cosa comporta a livello di ottica e relativa escursione e luminosità massima a tutte le focali. La X10 sotto questi aspetti è perfetta... perfetta per la linea un po' retrò e per l'ergonomia... per il sensore innovativo e le capacità operative... per la bontà dell'ottica e le numerose funzioni di ripresa. Difficile rimanere delusi sempre se si è consapevoli che bisogna prendere padronanza con tutte le opzioni disponibili e che si tratta di una compatta. Già... una compatta. Finalmente una compatta che può farci lasciare senza grossi rimpianti la reflex (o qualsiasi sistema ad ottiche intercambiabile) in tutte quelle situazioni in cui una piccola macchina fotografica può compiere ugualmente lo stesso lavoro.
E lo stesso lavoro è fare belle fotografie.
Per la seconda volta... brava Fuji.

Guarda la galleria fotografica completa realizzata con la Fuji X10

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