Come accennato in questo articolo la D2X è tornata a far parte del mio corredo. Grazie a Pino Dedeu di Metrophoto, non solo ho avuto il piacere di fotografare nuovamente con la "vecchia" ammiraglia ma di avere l'ultimissima versione marchiata D2Xs. Ora... è "ricostruendo" l'esperienza con questo modello mi sono accorto che era necessario rivedere alcune cose scritte in precedenza. Per prima cosa la versione "liscia" e la versione marchiata "s" non sono esattamente la stessa macchina e che il solo aggiornamento firmware non è sufficiente a pareggiare le prestazioni dei due modelli. Per seconda cosa, il fatto di aver sovrapposto l'utilizzo della D2Xs con quello della D3, mi ha "ricordato" di quanto sia differente ...in tutti gli aspetti... la filosofia delle macchine "expeed" e di quelle che le hanno precedute. Filosofia che non solo riguarda la fase di scatto ma... anche... quella della post produzione.
Ecco perché... in grassetto... ho riportato alcune correzioni e aggiornamenti all'articolo.
Panta rei!
Tutto scorre e tutto si trasforma... ma le attrezzature fotografiche scorrono e si trasformano ancora più rapidamente.
Anche se sembrano passate generazioni in realtà sono trascorsi appena una manciata di anni da quando il digitale si è affermato come standard per la fotografia.
A contribuire a tale rapida e capillare diffusione due fattori su tutti:
prezzi sempre più accessibili man mano che l'espansione del marcato si andava dilatando;
apparecchi professionali in grado di sostituire per qualità e facilità di gestione del flusso di lavoro le macchine fotografiche analogiche.
Due di queste macchine sono proprio D2x e la D2h.