Sony Cyber Shot RX1

Categoria: Prove corpi macchina Pubblicato: Sabato, 27 Aprile 2013 Scritto da Max Angeloni

Testo e Foto di Max Angeloni

Introduzione / Introduction
Quant’è un centimetro? Un centimetro è una misura che può essere irrisoria o incolmabile.
La sintesi della Sony RX1 è tutta racchiusa in questo centimetro in meno. Per alcuni sarà irrisoria per altri una mancanza incolmabile.
Ma perché questo centimetro assume così tanta importanza tanto da entrare nel titolo e nell’apertura della recensione della RX1.

How big is a centimeter?  It is a measure that may be negligible or just too big.
The new Sony Rx1 is all about that missing centimeter. Some will consider it a negligible shortcoming, others will think that is an insuperable distance.
Why that centimeter becomes so important to earn a spot in the opening title? (English version Here).

 

Partiamo dall’inizio.
La Sony entra nel mercato delle compatte con ottica fissa con una macchina fotografica con sensore “FullFrame” accoppiato a un obiettivo di grande pregio, oltre che di grande fascino: lo Zeiss Sonnar T 35mm f/2.
Un vero terremoto in un segmento standardizzato su sensori Apsc e relative ottiche “decurtate” per ottenere l’angolo di campo desiderato. Segmento che amo tantissimo e a cui Riflessifotografici.com ha dedicato numerose recensioni, anche comparative.
Le prime voci che si sono alzate al momento dell’annuncio sono state:
“Wow… fantastico… sensore FullFrame e Zeiss 35mm”
“Wow… esagerati… 3.000 Euro per una compatta”
Dov’è la verità? La Sony RX1 è realmente la nuova regina del segmento o il prezzo è troppo elevato in base alle possibilità offerte da questo strumento fotografico? Cerchiamo di scoprirlo.

 

 

f/6.3, 1/125, Iso 100

Caratteristiche.
Il nome completo della RX1 è SONY Cyber Shot DSC-RX1.
Con “Cyber Shot” Sony indica i modelli di macchina fotografica che appartengono alla categoria delle compatte. Alpha per le reflex, Nex per le CSC e Cyber Shot per le compatte. Quindi la RX1 è una compatta nel senso più completo della parola. Il punto è che questa compatta ha uno dei tre migliori sensori oggi in produzione e uno dei due migliori 35mm che io abbia mai provato.
Quindi si può affermare che la RX1 è per sua stessa natura una “contraddizione”. Una contraddizione non vuol dire necessariamente che è un prodotto sbagliato o fuori target. Contraddizione vuol dire anche far convivere due punti di partenza progettuali molto distanti tra loro.

f/4, 1/1250, Iso 100
Tra le caratteristiche principali dello Zeiss Sonnar T f/2 c'è la capacità di restituire una marcata tridimensionalità grazie ad uno stacco dei piani molto accentuato ed uno sfocato pastoso e gradevole.

Con la RX1 la Sony ha tentato di far convivere il meglio dell’esperienza maturata con la fascia più essenziale delle fotocamere con il meglio maturato nella fascia delle più raffinate reflex. È del tutto naturale che questa macchina fotografica riesca a suscitare emozioni e impressioni molto differenti. Queste sensazioni contrastanti iniziano già la prima volta che vedi la RX1.
Un corpo piccolo e discreto sovrastato da un obiettivo apparentemente smisurato. 
La prendi in mano e ti accorgi che in poco più di 11 centimetri sono concentrate tante soluzioni dell’ultima generazione ma i diaframmi dell’ottica sono selezionabili manualmente alla “vecchia” maniera. C’è la ghiera per la staratura dell’esposizione ma manca quella per selezionare i tempi. C’è un efficiente flash a scomparsa ma la batteria sembra, per dimensioni e durata limitata, quella di un cellulare. Ha un ricercato sistema di riprese video completamente gestibile in manuale in tutte le sue funzioni ma manca il caricabatteria costringendo l’utente a collegare la macchina fotografica al sistema di alimentazione. 
In sintesi… la Sony RX1 sembrerebbe sulla carta più uno strumento frutto di un esercizio tecnico degli ingegneri piuttosto che ideata e costruita per soddisfare le reali esigenze fotografiche.

Ma alla prova dei fatti, saranno confermate tutte queste deduzioni tratte, senza ancora accendere una volta questa macchina fotografica o saranno del tutto infondate?

f/2.2, 1/80, Iso 3200
A TA e con sensibilità elevate la resa della RX1 è impressionante. Da notare come l'immagine si presenti priva di sbavature anche agli angoli.

f/4, 1/80, Iso 2500
A f/4 l'obiettivo restituisce una nitidezza elevetissima. L'unica attenzione è per la distorsione che deve essere corretta in presenza di elementi architettonici.

Sul campo.

La prima volta che ho preso in mano la Sony RX1 mi è venuto istintivo impugnarla con due mani e portare l’occhio all’oculare. Ma l’oculare non c’è.
Ho pensato… “Giusto… è una compatta”. Allora l’ho brandeggiata solo con la mano destra. Il peso però non è indifferente ed è avvertibile l’eccessivo sbilanciamento in avanti dovuto dall’obiettivo.
In effetti, la giusta postura per scattare correttamente con la RX1, come riportato dal manuale delle istruzioni, è con due mani mirando attraverso dal monitor posteriore. Prendendo confidenza con la macchina fotografica si riesce ad utilizzarla con sufficiente disinvoltura anche con una mano sola. Certo, bisogna abituarsi a una posizione un po’ innaturale delle dita per evitare di spingere inavvertitamente qualche tasto, soprattutto quello delegato al blocco dell’esposizione. Bisogna anche prendere in considerazione un discreto aumento della frequenza in cui il micro mosso potrà fare la sua comparsa.
Ma insomma, dai, tutto sommato dopo una settimana di utilizzo intenso si riesce a gestire bene il come e il quando impugnare la Sony RX1 con una o due mani. Anche perché subito dopo aver fatto i primi scatti, l’attenzione si rivolgerà inevitabilmente a come sfruttare al meglio la qualità di immagine che la piccola Sony è in grado di restituire.

 

f/8, 1/1000, Iso 250 (Jpg OOC, Standard)

f/8, 1/250, Iso 100 (Raw LightRoom 4.4, Landscape)

I programmi Adobe non solo sono in grado di leggere correttamente i Raw (Arw) della Sony RX1, ma offrono anche la possibilità di selezionare i Creative Style.
La differenza cromatica rispetto i Jpg è realmente minima.
Così come è minima la differenza rispetto allo stesso file elaborato con il software in dotazione Image Data Converter.
Il software di Sony è molto potente seppur lento e limitato in molte funzioni.


Già l’immagine. È incredibile la qualità d’immagine che questa “macchinetta” è in grado di tirar fuori. In ogni condizione scatto, in ogni situazione di luce, a qualsiasi diaframma La Sony RX1 è, ad oggi, il massimo che si possa desiderare. Ovviamente a patto di amare la focale di 35mm.
A tutta apertura lo Zaiss Sonnar f/2 T è già  estremamente nitido e la qualità dello sfocato ha pochi rivali. 
Anzi… non pochi rivali ma uno solo e sempre di “origine” tedesca.
La capacità di restituire tridimensionalità all’immagine è la costante, qualsiasi sia il diaframma utilizzato. Anche a f/11, e con la conseguente profondità di campo molto estesa, le foto catturate con la RX1 presentano sempre uno stacco dei piani impressionante. La resa tra centro e bordi del fotogramma è molto regolare.
La Zeiss è riuscita nell’impresa di costruire una lente moderna ma che mantiene inalterati i sapori delle ottiche di una volta. L’unico appunto è per la distorsione che, pur presentandosi in maniera non esagerata, è sempre evidente.
Nella norma vignettatura e aberrazioni cromatiche. Se si scatta in jpg la macchina corregge automaticamente queste “sbavature”.
Correzioni che avvengono in automatico, anche se si utilizza il buon software ufficiale di Sony, Image Data Converter, per lo sviluppo dei Raw.

f/4, 1/1000, Iso 320
24MP distribuiti su un sensore Full Frame sono una risoluzione che permette di eseguire crop, anche molto spinti, senza compromettere la qualità globale dell'immagine finale.

La sinergia dell’obiettivo con il sensore Exmor full frame da 24MP è pressoché perfetta. L’ottimizzazione tra i due elementi delegati a catturare la luce è impeccabile. Probabilmente il sensore della Sony non è tra i più “puliti” alle alte sensibilità ma è capace di catturare un’infinità di informazioni e dettagli. A me non piacciono i comportamenti “conservativi” dei sensori e di tutti gli artefatti che sono ingegnati per restituire un segnale falsamente pulito. Preferisco un po’ di grana in più con tutto il dettaglio possibile ad un file pulito ma morbido. Ovviamente mi riferisco ai Raw. Raw che si possono maltrattare anche se acquisiti ad altissime sensibilità senza correre il rischio di corrompere eccessivamente l’immagine finale.

f/8, 1/640, Iso 100 (Raw, LightRoom 4.4, Color Efex Pro 4)
Come da abitudine proviamo a cercare i limiti delle macchine fotografiche in prova anche maltrattando i file con interventi in PP molto esasperati.
Con la Sony RX1 è veramente arduo trovare dei difetti anche in questo caso.

Passando all’autofocus devo ammettere che ero molto prevenuto in base a quanto avevo letto in giro. Allo stesso tempo sapevo perfettamente che le macchine fotografiche prive del sensore AF vanno metabolizzate per un po’ di tempo per poter sfruttare pienamente le reali possibilità. In effetti, sul campo, la velocità della messa a fuco non è lenta. Certo, non è così veloce come ci si aspetterebbe da una macchina di tale rango ma non è nemmeno scandalosa. In ogni caso mi aspetto un successivo implementamento, via firmware, delle prestazioni nel prossimo futuro. Ma ripeto, la velocità è buona in ogni condizione di luce così come l’accuratezza.

f/5.6, 1/100, Iso 100

f/5, 1/800 Iso 100

f/4, 1/80, Iso 160

f/2, 1/80, Iso 800
Qualsiasi siano le condizioni fotografiche affrontate, come le quattro foto postate sopra dimostrano, l'autofocus della Sony RX1 risulta sempre preciso e sufficientemente veloce.
Certo... non si pone ai massimi livelli della categoria, ed è auspicabile un ulteriore incremento della reattività a tutto beneficio di stili fotografici come la street photography.

 

Quello che invece mi da i nervi è il colore scelto per il quadrato che delimita l’area della messa a fuoco. È un colore così neutro che si mimetizza, spesso e volentieri, con la scena inquadrata. E questo avviene con qualsiasi situazione di luce. Luce che se troppo intensa e alta nel cielo, rende difficoltoso anche l’utilizzo del monitor posteriore. Mettiamoci anche che, bene o male, tutti i monitor che equipaggiano le moderne macchine fotografiche sono inutilizzabili in verticale se s’indossano occhiali da sole polarizzati ed ecco che diventa incredibilmente difficoltoso scattare nelle ore centrali delle giornate assolate. Questo aspetto andrà sicuramente rivisto. Non si può pretendere di risolvere il tutto acquistando, a caro prezzo, un mirino oculare esterno.  Queste scelte lasciamole alle case che hanno altre origine e altro blasone, costruito attraverso decenni di storia. Dalla Sony è doveroso aspettarsi la perfezione sin da subito.  Quella stessa perfezione con la quale è stato costruito il corpo della macchina con componenti di ottima fattura assemblati senza alcun gioco o imperfezione di sorta. Quella stessa perfezione che rende incredibilmente fluida e “rotonda” tutta la fase di scatto. Nessun rumore, nessun attrito, nessun cicaleggio delle parti meccaniche. Estremamente silenziosa eppure si percepisce l’attimo in cui la messa a fuoco è completata, l’attimo in cui l’otturatore centrale si chiude al momento dello scatto. È un piacere fisico… difficile da spiegare con le parole.
Così come è difficile spiegare a parole le mutevoli impressioni che questa piccola macchina fotografica è in grado di tramettere dopo averla addomesticata. Non bisogna cadere nell’errore di trattarla da compatta. Al contempo non richiede tutte le attenzioni di uno strumento più impegnativo. Si può utilizzare in modalità “Program” anche se la vera differenza la fa con il diaframma spalancato.
Da f/2 a f/4 la Sony RX1 fa la felicità di chi ama il fuoco selettivo e lo sfocato (o bokeh come dicono i più esperti) armonioso e a tutto tondo.

 

f/2, 1/2000, Iso 100 (-1EV)
Con ottiche di questa categoria è del tutto normale l'emergere di fenomeni come aberrazioni cromatiche e purple fringing. Ovviamente l'intensità dipende dalla tipologia di luce, dall'apertura del diaframma e la natura del soggetto fotografato. I jpg vengono corretti automaticamente, così come i Raw aperti con Image Data Converter. Se si utilizzano altri programmi bisogna intervenire manualmente.

Conclusioni

È indubbio che la RX1, sotto tutti gli aspetti legati strettamente all’immagine, non presenti alcun punto debole e si pone ai vertici assoluti dell’intero panorama della fotografia digitale. La qualità è assoluta e confesso che, in tanti anni di fotografia, poche volte ho avuto il piacere di poter contare su un mezzo in grado di darmi così tanto in tutto le situazioni fotografiche che si possono affrontare con la focale 35mm. 
Restano invece alcune perplessità legate unicamente alla scelta di Sony di collocare nel segmento delle “compatte” questa macchina fotografica.
Certamente questa “estremizzazione” aggiunge, per certi versi, ulteriore fascino alla RX1 ma al contempo impone dei limiti che devono essere rivisti ed eliminati. La Sony è una casa che fa dell’innovazione il suo punto di forza. La capacità ingegneristica rende questa marca capace di affrontare qualsiasi sfida tecnologica legata al mondo delle fotografia.

La Sony Rx1 è un po’ la sintesi di tutto questo. Una sintesi che dimostra perfettamente quanto siano elevati i limiti raggiungibili nella fotografia digitale ma al contempo di quanto siano altrettanto importanti anche gli aspetti legati all’esperienza sul campo che, più di una volta, Sony tende a “dimenticare”.
Le macchine di formula 1 nascono dagli ingegneri e dalle simulazioni su computer e gallerie del vento. Ma poi sono i piloti che le correggono, le mettono a punto, danno le ultime indicazioni. Quando Sony farà pienamente suo anche questo aspetto allora sarà completo il grande salto di qualità che la proietterà a pieno diritto in cima Olimpo della fotografia.
Piccole cose che software, progetti, schemi, e alchimie elettroniche non sono in grado di prevedere. Piccole cose che solo “l’esperienza umana” può aggiungere e raggiungere.

Spostare il tasto per l’avvio rapido del video perché è deprimente cogliere un attimo unico ma accorgersi solo al momento dello scatto che la Rx1 sta effettuando una ripresa.
Decentrare il blocco dell’esposizione perché è irritante ritrovarsi lo scatto “irripetibile” irrimediabilmente sovraesposto o sottoesposto.
Valutare di utilizzare un monitor basculante al posto di quello fisso alfine di sopperire alla carente resa in condizione di luce forte.
Sono cose piccole, banali ovvie. Ma lo sono per chi, con le macchine fotografiche, calca la strada tutti i giorni. Chi sta in laboratorio invece può non trovarle rilevanti. 
Come non può trovare rilevanti alcune piccole attenzioni verso i potenziali acquirenti che avrebbero il fine di spostare la RX1 da una nicchia di mercato “danaroso e feticista” a quello molto più ampio che comprende tutti gli amanti della perfetta resa fotografica.

Non è questione di costi. Con poche decine di Euro si potevano inserire nella confezione 3 batterie e relativo carica batteria tradizionale. Insieme ad una piccola custodia in neoprene l’acquirente della Sony Rx1 sarebbe stato in grado di girare il mondo senza sentire la necessità di portarsi appresso alcun ulteriore strumento fotografico.  Ecco… piccole cose.
Come quel centimetro in più che  porterebbe la RX1 di diritto nella storia della fotografia. Quel centimetro in più in cui troverebbero spazio il sofisticatissimo mirino Trufinder 2 OLED, una più capiente batteria, una disposizione più razionale dei comandi e la ghiera dei tempi.

Chissà se tutto questo non è previsto, chissà se la CyberShot RX1, in realtà, non è solo il primo approccio verso qualcosa di nuovo e rivoluzionario. Qualcosa che potrebbe far iniziare a far tremare i polsi anche in Germania dalle parti di Solms  Staremo a vedere. In ogni caso, se amate la resa dell’immagine senza compromessi, almeno una volta nella vita, dovete provare la Sony RX1. Una macchina fotografica perfettibile ma che è in grado di fare fotografie ai limiti della perfezione.

E non è poco…

 

Come è tradizione di Riflessifotografici.com, allegato all'articolo pubblichiamo un ampio ventaglio fotografie alfine di offrire il maggior numero di elementi possibile di giudizio ai nostri lettori.
La Sony RX1 si è rivelata una compagna di viaggio impeccabile. Nelle piccole dimensioni abbiamo individuato i principali limiti ma nelle piccole dimensioni abbiamo anche apprezzato la semplicità e la praticità di questo strumento fotografico. Semplicità e praticità che ci ha permesso di portare la Sony RX1 in giro per l'Italia con la naturalezza con la quale si interpreta una compatta.

Nelle foto:

Pozzuoli (lungomare)
Napoli (Via Toledo, Quartieri Spagnoli, Galleria Umberto I, Piazza Plebiscito)
Roma (S.Pietro, Back stage Fotoromanzi Grand Hotel)
Subiaco (Monasteri, Santa Scolastica e San Banendetto)
Sant'Agata dei Goti (Benevento)
Benevento

 

f/8, 1/1000, Iso 800


f/8, 1/1000, Iso 500


f/2, 1/250, Iso 100

 

f/8, 1/400, Iso 100


f/2.8, 1/2000, Iso 100


f/2.2, 1/80, Iso 500


f/2.8, 1/640, Iso 100


f/8, 1/200, Iso 100


f/4, 1/3200, Iso 100 (-1.7EV)


f/4, 1/1000, Iso 125


f/8, 1/1250, Iso 1250


f/5.6 1/1000, Iso 100


f/6.3, 1/125, Iso 100


f/4, 1/200, Iso 100


 

f/5, 1/640, Iso 100

f/4, 1/640, Iso 200


f/4.5, 1/1000, Iso 100

f/4, 1/80, Iso 200

 

f/8, 1/500, Iso 100


f/4, 1/80, Iso 1250


f/4, 1/80, Iso 2500


f/4, 1/80, Iso 200


f/2.5, 1/80, Iso 1250

f/2, 1/80, Iso 640


f/7.1, 1/125, Iso 100

 

f/2, 1/80, Iso 1250


f/2, 1/250, Iso 1250

f/2.5, 1/80, Iso 500


f/2, 1/160, Iso 100

f/8, 1/1600, Iso 100